Con l’arrivo dell’autunno torna una delle voci che incidono maggiormente sui bilanci delle famiglie e dei condomìni: il costo dell’energia.
Quest’anno è opportuno prestare particolare attenzione. Dopo una fase caratterizzata da oscillazioni anche significative, negli ultimi mesi del 2026 i prezzi del gas e dell’energia elettrica hanno mostrato nuovi rialzi e l’avvio della stagione termica potrebbe rendere questi aumenti più visibili nelle bollette.
Per un condominio, però, aumento del prezzo dell’energia non significa necessariamente rassegnarsi a un aumento incontrollato delle spese.
Controllare consumi, temperature, orari di funzionamento degli impianti e contratti di fornitura può fare una differenza concreta.
Vediamo cosa sta succedendo e, soprattutto, cosa possono fare concretamente i condomìni di Bologna.
Energia elettrica: cosa è successo tra 2025 e 2026
Il 2025 aveva già registrato prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso superiori all’anno precedente.
Secondo i dati del Gestore dei Mercati Energetici, il PUN Index GME medio del 2025 è stato pari a 115,94 €/MWh, contro 108,52 €/MWh nel 2024.
L’aumento medio è stato quindi di circa il 6,8%.
Per comprendere l’ordine di grandezza:
| Anno | PUN medio |
|---|---|
| 2024 | 108,52 €/MWh |
| 2025 | 115,94 €/MWh |
Il 2026 ha poi mostrato una forte volatilità, con nuovi rialzi durante l’anno.
Per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela, ad esempio, ARERA aveva inizialmente comunicato una riduzione del 2,7% per il primo trimestre 2026. Nel secondo trimestre la situazione si era già invertita, con un aumento dell’8,1%.
Ora arriva un segnale ancora più significativo.
Dal 1° ottobre 2026 il prezzo dell’elettricità per il cliente vulnerabile tipo in Maggior Tutela aumenta del 37,3% rispetto al trimestre precedente.
Il prezzo di riferimento arriva a 43,43 centesimi di euro/kWh, imposte comprese.
Attenzione: questo non significa che tutte le bollette elettriche di tutti gli italiani aumenteranno automaticamente del 37,3%. Il dato riguarda specificamente circa tre milioni di clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela.
È però un indicatore molto importante della pressione presente sul mercato energetico.
ARERA stima infatti che la spesa elettrica annuale del cliente vulnerabile tipo passerà da 608,72 euro nel 2025 a 665,38 euro nel 2026, con un aumento del 9,3% su base annua.
Anche il gas sta tornando a salire
Per i condomìni con riscaldamento centralizzato il dato forse più importante è quello del gas.
Durante l’estate 2026 le quotazioni hanno ricominciato a salire sensibilmente.
Per i clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità, la componente ARERA relativa alla materia prima è passata:
| Periodo 2026 | Materia prima gas |
|---|---|
| Giugno | 47,18 €/MWh |
| Luglio | 56,69 €/MWh |
| Agosto | 64,15 €/MWh |
Significa che tra giugno e agosto la componente materia prima è aumentata di circa il 36%.
Soltanto ad agosto la spesa complessiva del cliente tipo vulnerabile è aumentata del 6,9% rispetto a luglio.
Anche in questo caso bisogna evitare conclusioni semplicistiche: questi valori non significano automaticamente un aumento identico per ogni contratto condominiale.
Un condominio può avere un contratto a prezzo fisso, indicizzato, condizioni economiche differenti oppure scadenze contrattuali diverse.
Il segnale, tuttavia, è chiaro: affrontiamo l’inizio della stagione termica 2026-2027 con un costo della materia prima sensibilmente superiore a quello registrato all’inizio dell’estate.
Perché gas ed elettricità sono collegati
Può sembrare strano, ma l’aumento del gas può riflettersi anche sul prezzo dell’elettricità.
Una parte importante dell’energia elettrica italiana viene ancora prodotta utilizzando centrali alimentate a gas naturale. Per questo motivo tensioni sul mercato internazionale del gas possono trasferirsi anche sul prezzo dell’elettricità.
ARERA indica proprio l’aumento dei costi di acquisto dell’energia e l’instabilità internazionale tra le ragioni dell’ultimo incremento.
Questo significa che durante l’inverno sarà opportuno monitorare entrambe le voci, anche nei condomìni nei quali il consumo elettrico delle parti comuni può sembrare secondario rispetto al riscaldamento.
Quando si accenderanno i termosifoni a Bologna nel 2026?
Qui c’è un’importante novità.
Normalmente Bologna appartiene alla zona climatica E e la disciplina nazionale consente l’accensione degli impianti dal 15 ottobre al 15 aprile.
Nel 2025, infatti, il Comune aveva autorizzato l’accensione proprio dal 15 ottobre, per un massimo di 14 ore giornaliere.
Per la stagione 2026-2027, però, la situazione cambia.
Nel Comune di Bologna l’accensione degli impianti termici ad uso civile decorrerà dal 1° novembre 2026.
Il posticipo rientra nelle misure regionali per la qualità dell’aria adottate anche come compensazione rispetto alla sospensione delle limitazioni strutturali ai veicoli diesel Euro 5.
Sono previste specifiche esclusioni per ospedali, case di cura, scuole e altre fattispecie contemplate dalla normativa.
Per i condomìni bolognesi, quindi, la data da ricordare quest’anno è:
1 NOVEMBRE 2026
e non il consueto 15 ottobre.
Quanto può incidere anche una piccola riduzione dei consumi?
Facciamo un esempio volutamente semplice.
Supponiamo che un condominio consumi durante una stagione termica:
20.000 Smc di gas.
Se attraverso una migliore regolazione dell’impianto, l’eliminazione degli sprechi e comportamenti più attenti si riuscisse a ridurre il consumo del 10%, avremmo:
20.000 × 10% = 2.000 Smc di gas risparmiati.
Se, a puro titolo esemplificativo, considerassimo un costo complessivo di 1,30 €/Smc, avremmo:
2.000 × 1,30 € = 2.600 € di minore spesa.
Con 20 appartamenti significherebbe, molto indicativamente:
130 € per appartamento.
Naturalmente non si tratta di una previsione di bolletta: il costo effettivo dipende dal contratto del condominio, dalle componenti tariffarie e dalla ripartizione dei consumi.
L’esempio serve però a evidenziare un concetto fondamentale:
ridurre il consumo è l’unica forma di risparmio che funziona indipendentemente dall’andamento futuro del prezzo del gas.
7 interventi concreti che un condominio può valutare subito
1. Controllare il contratto di fornitura del gas
Prima dell’accensione della centrale termica è utile verificare:
- prezzo della materia prima;
- eventuale indicizzazione;
- spread applicato dal fornitore;
- quota fissa;
- durata del contratto;
- condizioni di rinnovo;
- eventuali penali.
Un’offerta apparentemente economica può diventare meno conveniente quando si considerano tutte le componenti.
Per questo è preferibile confrontare il costo complessivo e non soltanto il prezzo pubblicizzato.
2. Non impostare temperature eccessive
Una casa eccessivamente riscaldata costa e spesso non migliora realmente il comfort.
Passare, ad esempio, da un’abitudine di 22°C a una gestione intorno ai 19-20°C può ridurre sensibilmente la richiesta energetica dell’edificio.
Ogni edificio è differente e non esiste una percentuale di risparmio valida universalmente, ma il principio è semplice:
maggiore è la temperatura che chiediamo all’impianto rispetto all’esterno, maggiore sarà l’energia necessaria per mantenerla.
3. Regolare correttamente gli orari
Tenere acceso un impianto centralizzato alla massima temperatura per molte ore non significa necessariamente avere maggiore comfort.
In alcuni edifici è più efficace intervenire sulla curva climatica della centrale, adattando la temperatura dell’acqua alla temperatura esterna.
Nelle giornate relativamente miti, ad esempio, non è necessario mandare nei radiatori acqua alla stessa temperatura richiesta durante una giornata molto fredda.
4. Controllare valvole termostatiche e contabilizzatori
Una valvola bloccata o utilizzata male può provocare consumi inutili.
Prima della stagione invernale può essere utile verificare che:
- le valvole funzionino correttamente;
- i radiatori non siano coperti da mobili o tende pesanti;
- i contabilizzatori siano operativi;
- non vi siano termosifoni costantemente al massimo in locali poco utilizzati.
Una buona contabilizzazione permette inoltre di rendere più evidente il rapporto tra comportamento individuale e costo.
5. Verificare la centrale termica
Una centrale termica efficiente non significa soltanto avere una caldaia recente.
Occorre controllare anche:
- regolazione;
- pompe;
- temperatura di mandata;
- pressione;
- isolamento delle tubazioni;
- corretto funzionamento delle sonde;
- bilanciamento dell’impianto;
- manutenzione.
Un impianto tecnicamente efficiente ma regolato male può comunque consumare più del necessario.
6. Ridurre i consumi elettrici delle parti comuni
Ascensore, illuminazione, autorimessa, cancelli, pompe, centrale termica e altri servizi comuni generano consumi che, sommati nell’arco dell’anno, possono diventare significativi.
Un intervento semplice consiste nel verificare l’illuminazione delle parti comuni.
LED e sensori di presenza possono essere particolarmente utili in:
- scale;
- cantine;
- garage;
- corridoi;
- locali tecnici.
Un corridoio illuminato per 24 ore quando viene utilizzato pochi minuti al giorno è un esempio classico di consumo facilmente evitabile.
7. Leggere i consumi, non soltanto gli euro della bolletta
È probabilmente il consiglio più importante.
Confrontare esclusivamente:
“l’anno scorso abbiamo speso 10.000 euro e quest’anno 12.000”
non permette di capire cosa sia realmente successo.
Bisogna confrontare anche:
Smc di gas consumati
kWh elettrici consumati
Solo così possiamo distinguere un aumento causato dal prezzo dell’energia da un aumento dovuto a maggiori consumi.
Un buon rendiconto condominiale dovrebbe aiutare i proprietari a comprendere questa differenza.
Un esempio: bolletta +20%, ma consumo -5%
Immaginiamo:
Anno A
- consumo: 20.000 Smc
- costo: 20.000 €
Anno B
- consumo: 19.000 Smc
- costo: 24.000 €
Guardando soltanto gli euro sembrerebbe che il condominio abbia gestito peggio il riscaldamento:
+20% di spesa.
In realtà il consumo è sceso:
-5%.
L’aumento potrebbe quindi derivare prevalentemente dal costo dell’energia.
Questo tipo di analisi è fondamentale quando si valuta l’efficienza della gestione condominiale.
Conviene spegnere completamente il riscaldamento per alcune ore?
Non esiste una risposta identica per tutti gli edifici.
Un edificio anni Sessanta poco isolato, un condominio riqualificato con cappotto termico e un edificio dotato di impianto a bassa temperatura hanno comportamenti completamente differenti.
Spegnimenti e riaccensioni troppo aggressive non sono quindi automaticamente sinonimo di risparmio.
La soluzione corretta dovrebbe essere individuata insieme al manutentore e, quando necessario, al tecnico responsabile dell’impianto, lavorando su orari, temperature e curva climatica.
Cosa dovrebbe fare un condominio prima dell’inverno
Prima dell’avvio dell’impianto, una verifica utile può essere molto semplice:
CONTRATTO → CONSUMI → CENTRALE → REGOLAZIONE → CONTABILIZZAZIONE
Sono cinque controlli che permettono di capire rapidamente dove esistono margini di miglioramento.
Per esempio, se un condominio scopre che:
- consuma più gas rispetto all’anno precedente a parità di condizioni;
- la centrale lavora a temperature eccessive;
- alcune valvole non funzionano;
- il contratto gas applica condizioni poco competitive;
esistono già quattro aree concrete sulle quali intervenire.
Il ruolo dell’amministratore di condominio
In un periodo di prezzi energetici instabili, l’amministratore non può determinare il prezzo internazionale del gas o dell’elettricità.
Può però contribuire a fare in modo che il condominio non consumi inutilmente energia costosa.
Significa controllare i contratti, confrontare i consumi, coordinarsi con manutentori e tecnici, evidenziare eventuali anomalie e fornire all’assemblea informazioni comprensibili prima di assumere decisioni.
È proprio su questo approccio che Studio Lorenzoni, amministratore di condominio a Bologna, concentra l’attenzione nella gestione delle spese energetiche condominiali: non limitarsi a registrare il costo a consuntivo, ma cercare di comprendere come e perché il condominio sta consumando.
In conclusione
L’inverno 2026-2027 inizia con segnali che invitano alla prudenza.
L’elettricità registra un importante aumento per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela e il gas ha mostrato forti rialzi durante l’estate. Nessuno può sapere con certezza quale sarà il prezzo dell’energia nei prossimi mesi.
Possiamo però sapere quanto consumiamo.
Ed è proprio questa la variabile sulla quale un condominio può intervenire concretamente.
Controllare oggi contratto, centrale termica, temperature e consumi può evitare di scoprire gli sprechi soltanto quando arriverà il conguaglio.
Per i condomìni di Bologna c’è inoltre una data importante da ricordare: nel 2026 l’accensione ordinaria degli impianti di riscaldamento è prevista dal 1° novembre.
Prepararsi prima significa avere più strumenti per affrontare l’inverno con consumi sotto controllo e un bilancio condominiale più prevedibile.
Studio Lorenzoni – Amministrazione e gestione condominiale a Bologna
