Contabilizzazione del calore in condominio, si risparmia oppure no?

    Prima di tutto facciamo un po’ di chiarezza in merito alle scadenze per regolarizzare l’impianto di riscaldamento e secondo quali normative deve essere eseguito.

    DIRETTIVA 2012/27/UE
    del 25 ottobre 2012 sull’effi cienza energetica nell’Unione Europea
    Stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell’effi cienza energetica nell’Unione
    Europea, al fi ne di garantire il conseguimento dell’obiettivo 20-20-20 entro il 2020 (ridurre del 20%
    le emissioni di gas serra e il fabbisogno di energia primaria, soddisfare il 20% dei consumi energetici
    con fonti rinnovabili) .

    Il D.P.R. 59, la Direttiva 2012/27/UE e i regolamenti regionali attualmente in vigore, dove esistenti, prevedono che l’installazione
    di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, nella maggior parte delle regioni, venga attuata:
    • contestualmente agli interventi effettuati sull’impianto (mera sostituzione del generatore, ristrutturazione di impianto termico o nuova installazione di impianto termico in edifi ci esistenti);
    • in ogni caso, anche senza interventi sull’impianto, entro il 31 dicembre 2016.

    Legge 10/91 e D.P.R. 412/93

    La famosa Legge 10/91 sul Risparmio Energetico ed il suo Decreto applicativo il D.P.R. 412/93, descrivono la Contabilizzazione del Calore come un intervento finalizzato al contenimento dei consumi energetici.

    Questo tipo di intervento :

    • è assimilato ad una Fonte di energia rinnovabile -Art. 1 – in quanto intervento di risparmio energetico per la climatizzazione ambientale;

    • ottiene dalle Regioni, ove concesso, contributi in conto capitale -Art. 8;

    • è un intervento di manutenzione straordinaria -Art. 26 L. 10/91, Art 31 e 48 L. 457/78 – (presentazione obbligatoria al Comune della relazione tecnica di intervento);

    • modifica le maggioranze millesimali necessarie per la validità e la delibera in sededi Assemblea di Condominio (nel comparto privato in quanto in quello pubblico la legge10/91 ne prescrive, tra gli altri, l’obbligo di adozione):

    L’Art. 26, comma 5 della L. 10/91 specifica che per l’adozione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, l’Assemblea di Condominio decide a maggioranza in deroga agli Art. 1120 e 1136 del Codice Civile, cioè non tiene conto di quanto espresso in questi Articoli del C.C.

    Questo significa che:

    In prima convocazione una Assemblea costituita con l’intervento di Condomini che rappresentino i due terzi del valore dell’intero edificio e i due terzi dei partecipanti al Condominio, sono valide le decisioni prese con l’approvazione della maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.

    In seconda convocazione, sono valide le deliberazioni prese con un numero di voti che rappresentano un terzo dei partecipanti al condominio ed almeno un terzo del valore dell’edificio.

    Dopo questa piccola parentesi possiamo dire che sono sempre di più le imprese di conduzioni di centrali termiche che assicurano risparmi da capogiro con la trasformazione dal riscaldamento centralizzato alla contabilizzazione del calore (si parla anche di risparmi fino al 40%). In sostanza possiamo definire la termoregolazione come una sorta di vero e proprio riscaldamento autonomo, il quale lascia al condomino la facoltà di cambiare la quantità di calore per ogni stanza della propria unità immobiliare. Inoltre poter spalmare l’intero lavoro di conversione da impiano centralizzato alla contabilizzazione consente di abbattere i costi che si dovrebbero sostenere se si decidesse di passare al riscaldamento autonomo in maniera privata.

    Alla luce di quanto detto sembrerebbe concretizzarsi una reale possibilità di risparmiare cifre consistenti rispetto al riscaldamento centralizzato. Nonostante questo secondo noi ci sono alcuni aspetti che andrebbero attentamente approfonditi quando si parla di contabilizzazione del calore e soprattutto quando si fanno considerazioni in merito al risparmio delle famiglie.

    – La responsabilizzazione dei condomini, ogni proprietario può decidere quanto calore richiedere per ogni ambiente della propria abitazione. Talvolta capita che si utilizzino le valvole termostatiche in maniera poco corretta, per esempio tenendole molto alte solo in alcuni ambienti e spenti in altri oppure ancor più comune è l’abitudine di spegnere ed accendere gli elementi riscaldanti. Il nostro consiglio è quello di mantenere costante la quantità di calore richiesto in tutte gli ambienti.

    -Chi abita al primo piano ed all’ultimo capita che non trovino alcun risparmio rispetto al riscaldamento centralizzato come mai? La risposta è evidente,  tutti gli altri appartamenti sono scaldati dalle unità attigue ma la vera causa di questa grande dispersione spesso è dovuta ad una non corretta coibentazione. Quindi prima di procedere ad un lavoro molto oneroso, quale la trasformazione dell’impianto di riscaldamento, verificate che il fabbricato abbia una adeguata coibentazione sul tetto e sul soffitto del portico (qualora sia presente)

    -La presenza di elementi riscaldanti non adeguati, come la presenza di termoconvettori generalmente tende ad aumentare i costi per via dei consumi che generano. Quindi anche la scelta di sostituire alcune unità di riscaldamento all’interno degli appartamenti risulta fondamentale qualora questi non risultino adeguati.

    Concludiamo confermando che la trasformazione del riscaldamento, sicuramente permetterà alle famiglie di risparmiare benchè facciano attenzione a quanto abbiamo appena illustrato.

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